6 Luglio 2025 - Team GlutenZero
Note, riflessioni e consigli pratici dopo la visita del sabato sera alla Mostra d’Oltremare.
Siamo stati al Pizza Village sabato 5 luglio, nel pieno del fine settimana e in uno degli orari più caldi per affluenza: intorno alle 19. L’esperienza, lo diciamo subito, è stata positiva, soprattutto per chi, come noi, aveva acquistato il biglietto digitale e aveva in mente il Pizza Fest di via Caracciolo, dove la situazione era decisamente più confusa.
Avevamo acquistato i biglietti online e siamo rimasti un po’ male nel momento in cui abbiamo visto una fila infinita per la cassa, dove bisognava passare per fare il cambio del biglietto digitale con quelli cartacei. Paura di pochi istanti, perché subito è stata attivata la corsia, decisamente velocissima, per chi aveva fatto il biglietto online. Il consiglio quindi è semplice: comprate il biglietto online. Non solo si risparmia un euro, ma – soprattutto – si risparmia tempo!

Lo stand del Guappo Amoriello si trova vicino alla zona casse, verso l’ingresso di Piazzale Tecchio. Anche nelle ore più affollate la fila è stata scorrevole. Abbiamo provato due pizze senza glutine: una classica margherita e una sorprendente variante con mango e halbanero.
Come era? Quando abbiamo ordinato questa seconda pizza lo abbiamo fatto quasi con l’animo – un po’ da traditore della patria – di chi sta per mangiare una pizza hawaiana. E invece abbiamo fatto benissimo: l’halbanero, una tipologia di peperoncino, controbilancia il dolce del mango e restituisce un sapore davvero ricercatissimo e pieno, che coinvolge tutte le papille gustative. Esperienza davvero top, che ci imporrà di tornare un’altra volta dal Guappo a Moiano per rivalutare anche in loco. Da bere Peroni senza glutine (o Coca-Cola).

Prima della pizza, però, ci siamo dedicati al menù aperitivo (6 euro). Attraversando il viale centrale fino al Teatro Mediterraneo, si percorre la zona degli stand e giochi promozionali.
Alla fine di questo percorso, verso Piazzale Leonardo, si trova anche lo stand Garofalo, con una bella sorpresa: la frittatina alla Nerano gluten free, servita in un casotto separato ma adiacente. Anche in questo caso, fila rapida, personale cordiale e prodotto ben riuscito. All’interno del menù aperitivo c’è anche lo spritz, da ritirare presso lo stand Aperol, che si trova giusto accanto a quello della Garofalo.
Noi abbiamo preso l’aperitivo intorno alle 19:45 e la pizza intorno alle 21:00, due momenti ad alta affluenza: in entrambi i casi, l’attesa è stata minima.
L’area concerti, collocata prima dell’imponente vasca della Fontana dell’Esedra (e quindi tra il bar e il Teatro Mediterraneo), accoglie gli spettacoli serali dalle 22:00 fino a oltre la mezzanotte. Anche qui, nessun sovraffollamento e un buon equilibrio tra vivacità e comfort. Ci si muove bene, ci si gode la musica senza stress. Certo, il bar ha file più lunghe durante il periodo dei concerti e qui si può ritirare un gelato senza glutine dell’Algida e il caffè.
Se c’è un punto da rivedere, riguarda la segnaletica: la mappa cartacea distribuita all’ingresso non è troppo leggibile e sarebbe utile qualche indicazione orizzontale in più per orientarsi tra stand, punti ritiro e servizi. Nulla di grave, ma qualcosa che può fare la differenza in un evento così esteso che facilmente più disorientare.
Le file, come detto, sono state ben gestite, con due eccezioni, laddove si trovavano attese troppo lungo e/o caos per:
Abbiamo letto alcune rimostranze sul fatto che solo uno stand su decine serva pizza senza glutine. È vero, ma secondo noi è una critica da ridimensionare. Ogni stand ha il suo forno e il fatto che uno solo sia dedicato al gluten free probabilmente non è una mancanza, ma una scelta organizzativa sensata.
Sabato sera, in pieno orario di punta, le pizze senza glutine sfornate erano tante, ma la fila era gestibile. Aumentare l’offerta senza una domanda reale rischierebbe di penalizzare chi — con coraggio — già si assume l’onere della sicurezza alimentare e dell’organizzazione specifica. I nostri bisogni vanno ascoltati, certo. Ma vanno anche incrociati con quelli di chi lavora. Solo così possiamo attenderci che l’attenzione verso i nostri bisogni cresca.